giovedì 5 giugno 2014

Il Coordinatore Atletico, un nuovo stimolante incarico.


foto1

In vista della prossima Stagione Sportiva (2014/2015) sono stato incaricato, oltre alla Guida Tecnica dei Giovanissimi 2001, di coordinare l’Attività Atletica per la Prima Squadra e per il Settore Giovanile.
Per un giovane allenatore “in carriera” come me, si tratta di un ruolo importante e di grande responsabilità che mi permetterà di mettere alla prova le mie conoscenze e di crescere molto dal punto di vista professionale.

  • “Il preparatore atletico è la figura professionale preposta a curare e gestire la preparazione motoria fisica, generale ed individuale, degli atleti praticanti sport agonistici e amatoriali. In generale, la sua attività consiste nel programmare e realizzare allenamenti mirati che consentano agli atleti di raggiungere la condizione fisica ideale, prevenire gli infortuni caratteristici o ritornare ai livelli espressi prima dell'infortunio.”
  • “L'allenatore è una figura che si occupa di coordinare e dirigere l'allenamento di una squadra o di un atleta.
    Gli allenatori, di solito, sono stati praticanti della disciplina di cui si occupano o possiedono comunque profonde conoscenze su di essa.
    Un allenatore è in genere affiancato da collaboratori: un viceallenatore (allenatore in seconda) insieme al quale organizza gli allenamenti e un preparatore che si occupano del lavoro fisico-atletico dei componenti della squadra. L'allenatore è il solo responsabile della formazione scelta, degli atleti in panchina e delle sostituzioni effettuate nel corso della gara.”
Per descrivere le modalità con le quali ho intenzione di gestire questa posizione all’interno della Società sono partito da due classiche definizioni del ruolo di Allenatore e Preparatore Atletico.
Come si può notare, si tratta di due posizioni strettamente collegate tra loro che devono organizzare insieme l’intera Seduta di Allenamento per perseguire un risultato comune fondamentale: rendere l’allenamento il più proficuo possibile per esaltare le caratteristiche del singolo e del gruppo di giocatori.

I due collaboratori dovranno vedersi spesso prima dell’inizio e durante la Stagione Sportiva per pianificare il lavoro nei minimi dettagli preoccupandosi anche di curare il loro rapporto: la resa ottimale implica la presenza di un rapporto di fiducia, stima e rispetto.


Nel mio caso dovrò impegnarmi al massimo per parlare con tutti gli allenatori con i quali dovrò coordinare l’allenamento, per capire le loro idee, le loro esigenze e i loro obiettivi.
Solo dopo aver parlato con loro sarò in grado di stilare programmi personalizzati e diversi per ognuno di loro.


Successivamente lascerò al Mister la quasi totale responsabilità di trasferire dalla carta al campo le esercitazioni specifiche, mentre sarò io personalmente a effettuare Test di Controllo utili per valutare lo Stato di Forma dell’atleta.

Il Coordinatore, infatti, non ha la necessità di presenziare sul campo al fianco di tutti gli allenatori in tutti gli allenamenti, ma, una volta organizzati i programmi specifici, deve rimanere a disposizione di tutti per eventuali dubbi e chiarimenti, deve verificare periodicamente lo stato di forma e intervenire personalmente per colmare eventuali carenze.

In questo modo, a mio parere, si può instaurare un rapporto di stima reciproca con i Tecnici e fare in modo che tutti si impegnino al massimo per perseguire gli obiettivi comuni.